Legge di stabilità: Ungaro (Fisc), «Bene lo stop del Governo alle modifiche dei criteri per accedere ai contributi per l’editoria»

Le parole del presidente della Federazione italiana settimanali cattolici

Un ringraziamento al Governo «per avere recepito le richieste di revisione del testo originario dimostrando una particolare attenzione e sensibilità verso la realtà della Federazione e la presenza della stampa di ispirazione cattolica nel nostro Paese». Lo esprime Mauro Ungaro, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc), commentando la notizia “accolta con particolare soddisfazione” che l’esecutivo ha dato mandato al relatore della legge di proporre direttamente al Parlamento la revisione dell’articolo 62 del testo della Finanziaria.

La modifica presentata nelle scorse settimane, che prevedeva l’aumento da 2 a 3 del numero minimo dei giornalisti assunti a tempo indeterminato nelle redazioni dei periodici per accedere ai contributi statali per l’editoria, “avrebbe fortemente penalizzato circa un terzo delle testate aderenti alla Federazione italiana settimanali cattolici che attualmente ricevono il contributo statale e che non avrebbero certo potuto procedere all’assunzione di ulteriori dipendenti”. Di fronte alla proposta del Governo, la Federazione aveva immediatamente manifestato la propria preoccupazione chiedendo che nel testo venisse ripristinato il numero minimo di due giornalisti come previsto sino ad oggi. «Le testate Fisc – spiega infatti Ungaro – si reggono a volte su poche persone contrattualizzate, ma possono contare su una rete di collaboratori volontari distribuiti in tutto il territorio e che assicurano una copertura davvero completa alle notizie da esso provenienti. Per questo, siamo davvero soddisfatti e grati per l’attenzione dimostrata dall’esecutivo».

All’indomani dell’accoglimento della richiesta, il presidente della Fisc esprime «gratitudine anche alla Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana per la vicinanza ancora una volta rinnovata alle istanze della Federazione».

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