“Mi abbraccio di vita”: con l’Asl il seminario sul disagio giovanile
Nell’ambito del progetto “insegnanti sentinella”, per sensibilizzare i docenti su come riconoscere i segnali del disagio e sui percorsi disponibili
Biella
Nelle scorse settimane si è concluso il progetto “insegnanti sentinella”, che ha impegnato 21 insegnanti delle scuole superiori biellesi in quattro incontri coordinati dalla Psichiatria dell’Asl di Biella, diretta da Carlo Ignazio Cattaneo, in stretta collaborazione con Neuropsichiatria Infantile, diretta da Marina Patrini.
Obiettivo del progetto: sensibilizzare e formare gli insegnanti sul tema del disagio giovanile, su come intercettarlo precocemente, per attivare in modo più rapido ed efficace i percorsi disponibili sul territorio.
L’iniziativa ha previsto quattro incontri condotti da Elena Macchiarulo, psicologa dell’Asl, Luciana Porzio, psicologa della Neuropsichiatria Infantile e da Alessia Peretto, psicologa specializzanda in Psicoterapia, e si è conclusa con un seminario per confrontarsi su quanto condiviso durante gli incontri.
«La scuola è una vasta comunità educante il cui scopo è non solo istruire, ma prendersi cura del discente nel senso più ampio del termine, salvaguardando il benessere e l’integrità psicofisica di tutti» ha commentato Agostino Giampietro dell’Ufficio scolastico territoriale biellese. «Questo progetto intende fare da prezioso ponte umano che riavvicini, mediante l’intervento precoce degli esperti, il ragazzo che vive un forte disagio al bene più grande e incommensurabile, la propria vita».
Ha sottolineato Milena Vettorello, referente della promozione della salute Asl: «La promozione della salute nel setting scolastico è una priorità strategica, perché la scuola è il luogo in cui si costruiscono competenze, relazioni e benessere. In un contesto segnato dall’aumento del disagio psicologico e dei comportamenti autolesivi in adolescenza, la salute mentale diventa un ambito centrale di prevenzione. Formare i docenti, rafforzare il dialogo con i servizi sanitari e costruire reti territoriali significa intercettare precocemente i segnali di fragilità. Investire nella salute a scuola è un dovere educativo e una responsabilità collettiva verso le nuove generazioni».
Infine il direttore Cattaneo: «In una fase evolutiva così complessa e delicata come l’adolescenza, l’attività di prevenzione e informazione non è solo utile, è un dovere etico. Oggi più che mai, la psichiatria ha il compito di uscire dai propri ’santuari’ clinici mettendoci la faccia per abitare i luoghi dove i giovani vivono e crescono e riuscire ad abbattere il muro del silenzio che spesso circonda il disagio estremo: un incontro autentico con i ragazzi che soffrono significa costruire una rete di protezione che parta dall’ascolto e arrivi a una presa in carico tempestiva. Solo integrando le competenze sanitarie con la sensibilità quotidiana dei docenti possiamo trasformare l’allarme in speranza e cura».
Marina Patrini, ha poi commentato: «L’aumento di pensieri perseveranti e invasivi inerenti l’ideazione suicidaria in adolescenza ha evidenziato l’urgente bisogno di interventi preventivi sia interfacciandoci con gli psichiatri (soprattutto per quanto riguarda la delicata fase di transizione dalla minore alla maggiore età) sia sensibilizzando e formando gli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado. I campanelli d’allarme sono molteplici in quanto il fenomeno è complesso e multifattoriale e il nostro scopo, attraverso la formazione, è quello di far prendere in considerazione ciò che i ragazzi esprimono sia che si tratti di pensieri fugaci e rari sia di pensieri persistenti e angoscianti».
Il percorso, costituito da quattro incontri, è stato organizzato pensando ad una prima parte focalizzata sul “delicato e complesso periodo dell’adolescenza”, sul riconoscimento di alcuni segnali di malessere e sul creare una rete fra servizi e istituzioni, al fine di attivare tempestivamente i servizi presenti sul territorio che sono stati presentati durante il corso.
Sono inoltre state identificate alcune situazioni che più frequentemente risultano di difficile gestione per il personale scolastico, costruendo congiuntamente delle “procedure di massima”, successivamente condivise con i dirigenti scolastici, da poter mettere in atto in caso di necessità.
Un seminario, rivolto a tutto il personale docente e in cui sono state condivise le procedure identificate, ha concluso l’iter formativo.
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