Al “Panda Raid” in Marocco 6 equipaggi biellesi
Motori - Dal 12 al 18 aprile ben 350 team provenienti da tutta Europa si sfideranno tra sabbia, dune, sterrati e petraie sulle iconiche Panda “prima serie
Biella
Il fascino delle “vecchie” Panda incontra il deserto: sei equipaggi biellesi sono pronti a partecipare alla 18ª edizione del “Panda Raid”, manifestazione motoristica internazionale che si svolgerà in Marocco dal 12 al 18 aprile: 5 di loro sono membri del Biella Raider Team e sono supportati dalla scuderia Biella 4 Racing, il sesto fa parte della scuderia Omega di Verona che sarà al via con ben 25 equipaggi.
Saranno 350 i team provenienti da tutta Europa a sfidarsi lungo un tracciato di circa 3.000 chilometri, da Naima a Mehdya. Il fondo varierà tra sterrati, pietraie, dune e sabbia, con un arrivo scenografico sulle spiagge dell’Oceano Atlantico in perfetto stile “Pa-Dak”. La peculiarità del raid è il regolamento: sono ammesse esclusivamente le Fiat Panda prodotte dal 1980 al 2003 (le iconiche “prima serie”) e le loro “cugine” Seat Marbella di diretta derivazione Panda.
Gli equipaggi biellesi vedranno al via un mix di piloti e navigatori esperti e esordienti. Per quanto il gruppo di Biella 4 Racing: il veterano Maurizio Mancasola, alla sua terza partecipazione, navigato da Roberto Panetti al suo esordio; i fratelli Pier e Roberto Balbo che con Marco Negro e GianLuca Ferrero vantano la seconda partecipazione; esordiranno in questa particolare manifestazione Nicola ed Alessandro Longhi oltre ad Andrea Aimone Nicolà con Chiara Comella che è la “quota rosa” della scuderia.
Per quanto riguarda l’equipaggio della scuderia Omega sarà al volante Andrea Landoni navigato dalla fidanzata Loredana Iaconeta: per entrambi è la seconda partecipazione dopo quella del 2024.
Le sei auto hanno salutato le nostre montagne lo scorso 2 aprile, partendo da Carisio con una bisarca alla volta di Almeria in Spagna dove venerdì verranno raggiunte dagli equipaggi. Sabato sono previste le verifiche tecniche di rito e domenica poi la partenza in traghetto per Port Nador in Marocco da dove ci si sposterà a Naima, luogo di partenza.
La vera sfida del “Panda Raid” è l’assenza di tecnologia: niente GPS e niente internet. Piloti e navigatori dovranno affidarsi esclusivamente a bussola e road book per orientarsi attraverso le sei tappe previste.
La classifica non premierà la velocità pura, ma si baserà su un sistema di punteggio che tiene conto del passaggio ai check point (posizionati ogni 50 km circa) e del mantenimento della velocità media in determinati settori. Come per tutti i raid, l’importante sarà godersi il “viaggio” e puntare diritti al traguardo.
Le tappe previste avranno come punti di arrivo Bouarfa, Ksar Oulad Ali, Merzouga, Tafraoute Sidi Ali, Kerrandou e Mehdya. Verranno attraversate principalmente le regioni Oriental e Draa-Tafilalet che confinano con l’Algeria e nella parte finale si punterà verso il mare nella regione di Rabat-Salé-Kénitra: un viaggio nel Marocco più vero e anche più “duro”.
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