(Foto di Fotoservizio “il Biellese”)
In città alpini, aggregati e amici degli alpini per il campionato di slalom gigante in programma domenica mattina a Bielmonte: sfilata, commemorazioni, accensione del tripode e la santa messa in cattedrale
Un lungo serpentone tricolore sabato pomeriggio ha attraversato il centro di Biella: erano gli alpini, gli aggregati, gli amici degli alpini, arrivati nella nostra città per il Campionato Nazionale di Sci, specialità slalom gigante, in programma domenica mattina a Bielmonte. Un ritorno allo scorso maggio quando Biella fu invasa dalle penne nere per l’adunata nazionale, rimasta sia nel cuore dei biellesi che delle migliaia di alpini arrivati da tutta Italia. In questa occasione molti meno, chiaramente, ma con tantissime sezioni presenti.
Il corteo è partito da largo Cusano con in testa la fanfara della Valle Elvo e si è fermato poco dopo ai giardini Zumaglini di fronte al monumento ai caduti per l’emozionante alzabandiera, mentre risuonavano le note dell’inno di Mameli, e l’onore a tutti i caduti con la deposizione di una corona d’alloro commemorativa.
Poi la sfilata in via Italia, via Gramsci, via Garibaldi e via Seminari con arrivo in piazza del Duomo. Di fronte al Battistero hanno parlato le autorità civili in rappresentanza di comune di Biella, provincia di Biella e Regione Piemonte, insieme all’Ana di Biella, salutando gli alpini, augurando loro il meglio per quanto concerne la gara in programma e ringraziandoli ancora una volta per la splendida adunata di maggio, oltre che per il loro impegno in Italia e nel mondo per la pace e nei momenti di calamità.
Poi l’accensione del tripode da parte di Luigi e Alfredo, due veterani dell’Ana di Biella, nella splendida cornice del Battistero illuminato di tricolore.
Prima del rompete le righe, il “pomeriggio alpino” si è chiuso con un momento di preghiera. Il vicario generale della diocesi di Biella don Paolo Boffa Sandalina ha accolto le centinaia di persone presenti in piazza all’interno del duomo cittadino per la santa messa. Calore, amicizia e senso di fraternità: queste le sue prime parole ai presenti in un momento in cui il mondo dello sport si è fuso perfettamente con quello della fede cristiana.
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