( foto oasi zegna)
Sci alpino - Materiali e abbigliamento d’epoca con la novità del monosci. Ospite d’onore sarà Piero Gros: 50 anni fa vinse l’oro olimpico a Innsbruck
Biella
Torna sabato sulla neve dello Ski Center Oasi Zegna di Bielmonte l’appuntamento con il Trofeo Mario Ferragut, lo slalom storico che riporta in pista le attrezzature, le tecniche e lo stile delle grandi epoche dello sci alpino.
Ospite d’onore dell’edizione sarà Piero Gros, che celebra i 50 anni della sua medaglia olimpica nello Slalom conquistata a Innsbruck nel 1976, creando un legame diretto tra la storia dello sci italiano e gli appassionati di oggi. Gros raggiunse l’apice della sua carriera alle Olimpiadi sulle montagne austriache precedendo l’altro grandissimo azzurro Gustav Thoeni e Willi Frommelt, atleta del Liechtestein.
Giunto alla settima edizione, “Sciatori d’Epoca” è aperto a sciatori di tutte le età possessori di sci dritti, suddivisi nelle categorie Pionieri antichi e vintage, sci dritti legno o metallo plastica, telemark e monosci, novità dell’edizione 2026,grande protagonista degli anni ’80.
Il programma prevede la distribuzione pettorali alle 11 nei locali della Scuola Sci Bielmonte Oasi Zegna; alle 14.30 sfilata degli atleti; aelle 15 ricognizione della pista; alle 15.30 partenza gara e alle 17.30 la premiazione.
Nelle passate edizioni ha richiamato partecipanti da tutto il nord Italia, oltre che da Francia e Svizzera, tutti accomunati dall’utilizzo di sci diritti e di attrezzature conformi alle categorie storiche.
Grande attenzione è riservata anche all’abbigliamento: ogni dettaglio dovrà richiamare l’epoca di riferimento, contribuendo a ricreare l’atmosfera autentica e il fascino dello sci di un tempo.
A guidare questo viaggio nel tempo è anche l’esperienza di Claudio Lanza, collezionista e profondo conoscitore della storia dello sci. La sua raccolta di sci e attrezzature d’epoca testimonia un percorso di trasformazione che attraversa oltre mezzo secolo: dai primi modelli in legno, privi di lamine e con attacchi essenziali alla rivoluzione del secondo dopoguerra. Dagli sci verniciati e colorati degli anni ’50 e ’60 ai primi attacchi di sicurezza, fino ai materiali moderni.
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