Siletti vola negli Usa alla Duke University
Scherma Un anno di scuola dopo la laurea triennale ma anche occasione per crescere ancora come atleta
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Bielal
Chi ha tempo non aspetti tempo. Un motto di saggezza antico ma che per gli sportivi vale oro ancora oggi. Per Vittoria Siletti, chiusa la stagione 2025/26 di scherma con i Campionati italiani di Roma, è già tempo di lavorare per le prossime esperienze che saranno, sotto tanti punti di vista, rivoluzionarie.
Atterrata da poche ore a Torino, è andata subito in palestra per l’inizio della preparazione atletica, fondamentale per il suo sport. «Mi regalerò qualche giorno di vacanza - spiega la portacolori delle Fiamme Azzurre - in questo scorcio di mese perché poi il 1° luglio riparto».
Per ricominciare da Durham, Carolina del nord, Stati Uniti dove seguirà, dopo la laurea triennale, un anno all’estero perfezionando gli studi in business & management.
«In questo modo entro a far parte della squadra di spada della facoltà e avrò un team completo a disposizione per lavorare sulla mia scherma». Eccoli allora pronti a lavorare con la biellese: preparatore atletico, fisioterapista, nutrizionista e alla bisogna anche uno psicologo per la gestione degli assalti. «C’è poi una palestra immensa a disposizione e per finire un tecnico dedicato che conosciamo anche in Italia». Spiega Siletti. «Alla Duke lavora un ex atleta di pentathlon moderno che ha conosciuto il mio allenatore alle Fiamme Azzurre, Andrea Valentini. Valentini e il coach americano si sono già parlati e hanno condiviso il percorso da fare. Così anche le Fiamme Azzurre sono contente di questa scelta e di come si siano incastrate diverse cose al punto giusto. E infine potrò fare molte più gare che restando in Italia».
Le università d’oltreoceano, ogni fine di settimana organizzano tornei chiamati “Regional”, ovvero le gare fra le diverse facoltà. Lo stile lo conosciamo anche in Europa è quello per basket e baseball cantati in molte pellicole yankee di primo ma anche di secondo livello. Poi ci saranno le gare, quelle vere del circuito Ncaa (National collegiate athletic association).
E l’Italia? «Con le Fiamme Azzurre - riprende l’universitaria - abbiamo concordato la presenza alle gare nazionali che contano e vedremo cosa fare per le contese Under 23. Il circuito europeo sotto questa soglia di età potrebbe non esserci più e di conseguenza anche la Federazione è pronta a cancellare il relativo Campionato italiano di categoria. Attendiamo il calendario tricolore, mentre ho già per le mani quello statunitense».
Una nuova stagione è dunque alle porte ma resta il bilancio per quella conclusa a Roma la settimana scorsa. «Un’annata positiva, tutt’altra cosa rispetto a quella precedente. Ho ritrovato fiducia e più forte nel mio percorso ho tirato bene e sono soddisfatta. Come, per esempio, l’assalto romano contro la più forte di tutte noi, Alberta Santuccio. Mi sono proprio divertita a tirare con lei e sono anche stata in vantaggio spronandomi a dare il meglio. Poi la sua scherma, molto energica l’ha fatta passare avanti e a quel punto per recuperare ho dovuto attaccare e sono stata infilata».
A proposito di scherma Siletti ora ha le idee chiare: «Sono passata progressivamente ad azioni più conservative. Vengano le altre a prendermi; io resto nella mia zona in pedana e aspetto anche se ho un buon “flèche”, posso adottare questa tattica».
Poi un ricordo, la gara di Zagabria: «Indubbiamente quella che preferisco nell’anno, vittoria a parte, perché è stato l’ultimo shot che mi ha permesso di partecipare all’Europeo. Il rammarico invece per i campionati tricolore Under 23. Ho fatto malissimo il girone e quindi il percorso alle dirette è risultato complicato. Ma niente in confronto alla stagione 2024/2025 che mi ha visto vicino all’abbandono della scherma». Poi la ripresa, la stagione adeguata, e ora un volo per gli States.
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