Luca Vincini a San Diego nel campionato Ncaa

Basket - Esperienza negli Stati Uniti per l’ex centro di Pallacanestro Biella: «Voglio continuare a stare con i piedi per terra ma non mi pongo limiti»

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Biella

Negli scorsi giorni è diventato ufficiale l’approdo a San Diego State di Luca Vincini, lungo classe 2003 cresciuto cestisticamente tra le fila di Pallacanestro Biella: giocherà in Ncaa, il campionato universitario statunitense che è l’anticamera della Nba.

Due anni in rossoblù dal 2020 al 2022 nei quali ha messo in mostra tutto il suo talento giocando minuti importanti in A2 prima di proseguire il suo percorso di crescita a Cremona, sponda Juvi, e a Sassari.

In Sardegna ha avuto modo di confrontarsi con la Serie A1 convincendo molti addetti ai lavori nonostante la stagione appena conclusa abbia riportato i sardi in Serie A2 dopo sedici anni.

Il suo minutaggio e i numeri messi assieme sono aumentati esponenzialmente nell’ultimo campionato, tanto da guadagnarsi prima la maglia della Nazionale e ora la chiamata di San Diego State dove potrà mettersi in mostra affrontando i giovani più interessanti degli Stati Uniti e non solo con la maglia degli Aztecs.

Uno step di crescita molto importante quello che si trova davanti Vincini: il College Basketball è un campionato di altissimo livello fisico e qualitativo che negli ultimi anni ha visto partecipare molti italiani, compreso quel Niccolò Moretti che di Vincini è stato compagno di squadra proprio a Biella in una squadra formata da tantissimi giocatori di prospettiva, capace di conquistare la salvezza in A2 agli ordini di coach Iacopo Squarcina nel 2020-2021, una stagione segnata in maniera pesante dalla pandemia.

Queste le sensazioni di Luca Vincini alla vigilia della partenza per gli Stati Uniti: «Un’opportunità che ho voluto cogliere al volo. Mi aspetto di fare molto lavoro dal punto di vista fisico e tecnico e voglio migliorare giorno dopo giorno. Voglio restare con i piedi per terra ma non mi pongo limiti».

Damiano Olla è stato il general manager che ha puntato maggiormente sulle doti di Vincini e non nasconde l’orgoglio di vederlo arrivare negli Stati Uniti: «Un ragazzo unico e splendido, di una gentilezza e di un’educazione fuori dal comune. Il suo percorso a Biella è il frutto del lavoro di diverse persone in momenti diversi. Ho sentito il suo nome associato a Biella per la prima volta in una chiacchierata con Iacopo Squarcina e l’allora responsabile del settore giovanile Luca Baroni che ne parlavano con Nicola Minessi e Paolo Galbiati. Poi nella stagione interrotta dal Covid si è allenato con noi per un paio di giorni. L’estate successiva Marco Atripaldi ha concluso il suo arrivo in prestito dal Cus Torino che è poi diventato un acquisto a titolo definitivo. Nel 2021 quando sono diventato general manager era per me imprescindibile ripartire da lui, il suo potenziale era sotto gli occhi di tutti e il suo percorso tra Cremona e Sassari è stato sempre in crescendo. A Biella è diventato un giocatore sempre più importante lavorando giorno dopo giorno in allenamento. Sono ancora oggi in contatto con lui e i suoi genitori Marco e Nadia, non potrei essere più felice di così perché ha colto una grandissima opportunità che gli si è presentata. E noi, con un pizzico di orgoglio, possiamo dire che ce lo siamo goduti per due anni facendogli conoscere per la prima volta il basket dei grandi. È un pezzo di cuore che se ne va negli Stati Uniti, ma sono davvero felice perché è diventato un giocatore speciale mentre un ragazzo speciale lo è sempre stato. È l’immagine di come si è lavorato in Pallacanestro Biella e di come si vuole tornare a fare nel prossimo futuro».

Da Biella alla Ncaa, un percorso che ha già affrontato Sandro Mamuk’elashvili e che l’ha portato a vivere la Nba con le maglie di San Antonio Spurs e Toronto Raptors. L’auspicio è che Luca Vincini possa ripercorrere le orme del georgiano e arrivare, un giorno, a giocare tra i professionisti.

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