(Foto di Biellese 1902)
Calcio Serie D - I rientranti Sekka e Bottone disponibili: le loro prime parole da bianconeri
Biella
Prima trasferta del 2026 per la Biellese che domenica (ore 14.30) sarà impegnata sul campo della Valenzana Mado, compagine che segue in classifica Brancato e compagni a soli tre punti di distanza ed è reduce dalla vittoria 1-0 in trasferta sul campo del NovaRomentin. All’andata la Biellese si impose per 2-0 grazie alla doppietta di Naamad nel primo match casalingo dopo il ritorno in Serie D: momento chiave dell’incontro proprio il gol di rapina del bomber bianconero al 10’ del primo tempo sfruttando una palla malamente gestita dagli avversari. Mancherà per squalifica mister Luca Prina, al suo posto guiderà la squadra in panchina il vice Matteo Gaio.
Nel contempo la società bianconera ha comunicato ufficialmente il ritorno di Soufiane Sekka e di Costanzo Bottone, da noi già anticipati nei giorni scorsi (qui l’articolo). Ecco le prime parole dei due giocatori nel comunicato stampa della Biellese.
Sekka, di rientro dopo una prima parte di stagione con la Pro Eureka Settimo, indoserà la maglia numero 90: «Sono davvero contento di tornare a casa e lo faccio con grande motivazione. So che mi aspetta un percorso impegnativo e dovrò lavorare ogni giorno per cercare di far bene. Con il mister c’è sempre stato un buon rapporto e questo mi rende ancora più felice di essere tornato: conosco le sue idee e il modo di lavorare, e sono pronto a mettermi a disposizione. Voglio dire la mia, crescere ulteriormente e mettere le mie qualità al servizio del gruppo».
In arrivo dall’Asti, dove ha giocato solo pochi minuti nel girone di andata, invece Bottone che indosserà la casacca numero 29: «Sono molto contento di tornare a giocare per la squadra della mia gente e della mia città. Qui ci sono le mie radici e i miei ricordi più belli. Ero presente quando si giocava nel campo di Corso 53° Fanteria, con appena 50 spettatori, e porto con me i ricordi dello Stadio “Pozzo”, di quando venivo a tifare con gli ultras o facevo il raccattapalle. Per me la prima squadra è sempre stata un sogno, anche quando l’ambiente non era quello di oggi: indossare questa maglia mi faceva sentire comunque al settimo cielo. La sconfitta nella finale contro Novara è stata un momento duro, ho pianto, ma il sostegno di compagni come Naamad e del capitano Pavan, che mi dissero che avrei giocato altre finali, mi ha dato ancora più forza. Ricordo con emozione anche la chiamata dell’Entella: ero felicissimo, perché dopo aver fatto tutta la trafila qui alla Biellese si trattava della mia prima esperienza nei professionisti. Ma anche da Chiavari, quando potevo, tornavo a Biella: se la Biellese giocava il sabato, ero con i tifosi sugli spalti. L’anno scorso, quando abbiamo vinto il campionato con quattro giornate d’anticipo, ero ancora lì con loro: c’è anche una foto sul giornale in cui sono sul cancello giallo. Non vedo l’ora di calpestare di nuovo l’erba del “Pozzo”. Ho scelto la maglia numero 29 per mio zio Davide Bottone, che l’ha indossata in Serie A al Torino: per me è una fonte di ispirazione, per la voglia di lavoro e per i valori che lo hanno portato così in alto, partendo proprio da qui, dalla Biellese, in C2».
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