Nel 2017 in Piemonte la cassa integrazione è diminuita del 55,4% rispetto al 2016. In media sono stati salvaguardati oltre 17.000 posti di lavoro al mese.
Lo sottolinea la Uil nel consueto rapporto mensile. Il calo interessa tutte le province e il più forte è stato a Torino (-64,2%) che, con 20.437.215 ore, è la seconda provincia
più cassaintegrata d’Italia, dopo Roma: a Vercelli -5,8%, a Novara -21,8%, ad Asti -25,2%, a Biella -31,3%, a Cuneo -38,7%, ad Alessandria -46,6%, a Verbania -52%. Nell’industria la cassa è diminuita del 56,9%, nell’edilizia -24,9%, nell’artigianato -77,8%, nel commercio -46,5%. «Le ore di cassa integrazione – spiega il segretario generale della Uil Piemonte, Gianni Cortese – sono il 97% in meno di quelle richieste nel 2008, anno di inizio crisi. A fronte del dato, sicuramente positivo, bisogna però interrogarsi sul fatto che la diminuzione sia solo figlia della ripresa economica oppure risenta anche della recente e stringente riforma degli ammortizzatori sociali, che ne riduce la durata e stabilisce un maggior costo per le imprese. Bisogna, perciò, essere prudenti. Nonostante qualche segnale di ripresa la crisi non è ancora superata».
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