Riuso dei beni confiscati, la strada rimane in salita

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Il 7 marzo di 25 anni fa veniva approvata la legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia. Un passo importante nella lotta alla criminalità organizzata, che ha avuto un principio ispiratore: restituire alla società civile i beni che erano stati sottratti con i traffici illeciti.
L’approvazione di questa legge è stata proposta da Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti per contrastare le mafie. E oggi, a 25 anni di distanza, il presidio di Biella intitolato a Elisa Springer, sopravvissuta ad Auschwitz, e a Nicolò Azoti, sindacalista siciliano ucciso dalla mafia, fa il punto sulla situazione.
Il tema è delicato, ci sono molti aspetti da considerare. Su tutto spicca la difficoltà a restituire in tempi brevi e in maniera efficace i beni confiscati ai mafiosi.
Della questione si sono occupate in modo approfondito Luisa Bonicatti, referente del presidio Springer-Azoti di Libera Biella, e Daniela Gavioli, aderente a Libera Biella e componente, con Luisa Bonicatti e altri volontari, dell’Osservatorio biellese sulle mafie.
Il servizio è su Il Biellese del 5 marzo.
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