Addio a Sergio Capone: guidò i carabinieri di Biella

Aveva 84 anni e viveva in Lombardia: fu a capo dell’Arma dal 1986 al 1989 nel periodo del maxiprocesso sulla droga

Aveva guidato i carabinieri di Biella dal 1986 al 1989 Sergio Capone, scomparso nella notte tra domenica e lunedì a Milano. Aveva compiuto 84 anni a settembre: originario del Salento, era arrivato in città con i gradi di capitano, il più alto ufficiale dell’Arma in anni in cui Biella non era ancora provincia. Il suo nome è legato al contrasto allo spaccio di droga: fu un’inchiesta condotta dai suoi uomini, insieme alla polizia, a mandare a processo con l’accusa di associazione per delinquere la rete che distribuiva l’eroina in provincia, arrestando i vertici della banda andando a cercarli fino in Spagna. Erano così tanti gli imputati, 32 in tutto, che fu necessario allestire un’aula di tribunale fuori dal palazzo di giustizia, nei saloni dell’ex lanificio Boglietti. Il processo si chiuse nel 1989 con ventisette condanne per complessivi 125 anni di carcere.

Sergio Capone lasciò Biella pochi mesi dopo la sentenza per andare a guidare i carabinieri di Rho. Da allora si stabilì in Lombardia, passando poi con i gradi di tenente colonnello al comando della regione di Milano. Dopo il congedo, aveva ricevuto dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la promozione a generale di brigata del ruolo d’onore. Da dieci anni era vedovo, per la prematura scomparsa della moglie Adriana. Lascia il figlio Luca, avvocato.

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