Furto di campanacci del Settecento in una cascina di Candelo
Indagano i carabinieri. Rubati trenta pezzi antichi: un bottino raro tra valore storico, collezionismo e memoria familiare.
Lettura 1 min.Non un furto qualsiasi, ma un colpo tanto insolito quanto significativo per il valore storico e affettivo degli oggetti trafugati. È accaduto a Candelo, dove un pensionato di 81 anni, rientrando nella propria cascina, ha scoperto che ignoti si erano introdotti nel solaio portando via una trentina di antichi campanacci da vacca risalenti addirittura al Settecento.
Sul caso indagano i carabinieri. Al momento non risultano sistemi di videosorveglianza né fotografie dettagliate degli oggetti rubati, elementi che potrebbero rendere più complessa l’identificazione della refurtiva. Il proprietario era comunque assicurato, ma il danno va ben oltre l’aspetto economico. Quei campanacci custodivano infatti una parte di storia familiare e di cultura alpina difficilmente sostituibile.
Il furto colpisce anche per la particolarità degli oggetti sottratti. I campanacci antichi, soprattutto quelli alpini, sono infatti sempre più ricercati nel mercato del collezionismo e dell’antiquariato rurale. La valutazione di un singolo pezzo del Settecento può oscillare da circa 100 euro fino a oltre 1.000 euro, a seconda della rarità, del materiale e dello stato di conservazione.
A fare la differenza sono soprattutto alcuni dettagli: i modelli forgiati a mano in ferro brasato o fusi in bronzo pieno risultano particolarmente pregiati, così come quelli che conservano ancora il batacchio originale o una patina autentica del tempo. Molto ricercati anche gli esemplari decorati con incisioni, stemmi o marchi dei fabbri che li realizzarono secoli fa, testimonianze preziose di un sapere artigiano legato al mondo pastorale e alla vita delle montagne.
Non è escluso dunque che il furto possa essere stato compiuto da qualcuno consapevole del valore di questi oggetti, oggi sempre più presenti in collezioni private, mercatini specializzati e ambienti legati all’arredo rustico di pregio. Resta però soprattutto l’amarezza per la perdita di un patrimonio custodito per generazioni e scomparso nel silenzio di una cascina di pianura.
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