Dai portafogli dei clienti sottrasse 10 milioni di euro: davanti al giudice il consulente accusato di truffa

Il caso di Mauro Bortoluzzi, 47 anni, l’ex consulente bancario di Banca Sella, accusato di aver sottratto 10 milioni di euro dai portafogli di importanti clienti di cui era riuscito ad avere la massima fiducia, domani approda in Tribunale a Biella, davanti al Giudice per le indagini preliminari.

ACCUSE PESANTI
Le accuse sono pesanti: circonvenzione di incapace, appropriazione indebita, furto pluriaggravato, autoriciclaggio e riciclaggio. Su di lui pende la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Sarah Cacciaguerra, titolare dell’inchiesta fatta scaturire da una segnalazione di Banca Sella. L’istituto di credito, infatti, da controlli interni, aveva riscontrato delle anomalie nell’attività del proprio dipendente tanto da sospenderlo dal servizio e denunciarlo alla Procura della Repubblica. Particolarmente gravi risulterebbero le condotte tenute nei confronti di due clienti, la prima in stato di minorità psichica provata in sede di incidente probatorio, la seconda in stato di minorità psicofisica, stato accertato da una commissione medica. Bortoluzzi avrebbe indotto la prima, rimasta da poco vedova, a farsi rilasciare una procura generale ed entrambe a farsi firmare una delega a operare sul loro intero patrimonio.

IL BLITZ E IL SEQUESTRO DI OPERE D’ARTE E AUTO SPORTIVE
L’inchiesta, affidata all’aliquota di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, era culminata nell’aprile dello scorso anno con un blitz nella villa del bancario a cui era seguito il suo arresto e il sequestro di beni immobili, auto d’epoca e sportive e opere d’arte moderna, tra cui tele di De Chirico, Sironi e Gottuso.

NEI GUAI ANCHE I PARENTI, PIÙ VITTIME CHE COMPLICI
Nei guai era finita anche la moglie Ilaria Scoleri, la madre settantenne e l’anziano zio acquisito, 93 anni, in realtà zio della prima moglie. Sui loro conti Bortoluzzi, secondo le accuse, avrebbe fatto transitare il denaro sottratto ai clienti. Per la mamma e l’anziano zio, maresciallo della Guardia di Finanza in pensione, loro malgrado coinvolti nell’inchiesta, non c’è stato il tempo per potersi difendere. Entrambi sono infatti deceduti. In particolare la fiducia che l’ex finanziere riponeva in Bortoluzzi era infinita tanto che, nonostante la relazione con la sua nipote fosse terminata, aveva deciso di intestagli il suo appartamento mantenendo per sé il solo diritto di usufrutto.

COINVOLTO ANCHE UN COLLEGA ACCUSATO DI FAVOREGGIAMENTO
Ora con l’ex bancario rischiano il processo la moglie e un collega. Quest’ultimo è accusato di favoreggiamento in quanto, secondo gli inquirenti, avrebbe cercato di sottrarre delle prove che lo avrebbero inchiodato. Bortoluzzi è difeso dall’avvocato Giuseppe Ruffier del foro di Novara, la moglie dall’avvocato Nicoletta Solivo del foro di Biella e il collega dall’avvocato Francesco Alosi, sempre del foro biellese. Quali saranno le strategie difensive è presto per dirlo. L’udienza di domani dovrebbe essere ancora interlocutoria.
Probabile però, almeno per la moglie e per il collega, che i loro legali possa- no prediligere un rito alternativo.

SEDICI LE PERSONE OFFESE
Molto dipenderà poi, per la scelta del rito, dalla posizione che assumeranno le 16 persone offese individuate dal- la Procura, che potrebbero costituirsi parte civile.
Il patrimonio loro sottratto potrebbe quasi integralmente essere restituito con i beni finiti sotto sequestro, beni il cui valore è stimato in una quota molto vicina ai dieci milioni di euro.

TRADITO DAL TENORE DI VITA
A tradire Bortoluzzi potrebbe essere stato in parte il tenore di vita tenuto come dimostrano i beni finiti sotto sequestro. Quello che è stato trovato in villa e in un capannone in suo uso ha dell’incredibile. In casa c’erano opere d’arte da far invidia a un museo: 6 tele di Giorgio de Chirico, 5 di Mario Sironi e due di Renato Gottuso.
Sotto sequestro rimangono anche 37 Rolex da collezione e altri segnatempo preziosi, e poi sterline d’oro e una maglia del cestista Micheal Jordan pagata all’asta 13 mila euro. Sigillo delle Fiamme gialle anche su tre Porche d’epoca una Lamborghini Gallardo, un’Alfa 4 C, e quattro Lancia Delta, tra cui due da gare appartenute al campione di Rally Miki Biasion. Bloccati inoltre beni mobili ed immobili tra cui cinque alloggi tra Biella, Torino e il Sestriere.

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