Frodi per quasi due milioni di euro scoperto dalla Finanza di Biella

L’attività illecita ha riguardato conti correnti e attività immobiliari e ha coinvolto la nostra e altre città italiane

Il Nucleo di polizia economico finanziaria di Biella, con la collaborazione di altri reparti del corpo di Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Basilicata e Calabria, ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro, in forma diretta e per equivalente, nei confronti di 12 persone ritenute responsabili a vario titolo - e fatta salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva - di associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea e dello Stato e false comunicazioni sociali.

Il provvedimento, di oltre 1,9 milioni di euro, è stato emesso dal gip del tribunale di Biella, su richiesta della Procura europea-ufficio di Torino.

Le attività di sequestro sono state condotte a Biella, Torino, Monza, Barlassina e Giussano in provincia di Monza Brianza, Brescia, Clusone in provincia di Bergamo, Mezzana Bigli in provincia di Pavia, Verona, Legnaro in provincia di Padova, Quarrata in provincia di Pistoia, Prato, Rionero in Vulture in provincia di Potenza e Tropea in provincia di Vibo Valentia.

A eseguirle trenta militari della guardia di finanza. Le attività hanno interessato, oltre ai saldi di numerosi conti correnti, anche tre unità immobiliari (un appartamento, una villetta e una villa signorile) in provincia di Verona, Potenza e Vibo Valentia, del valore di 340mila euro, due auto di lusso (una Maserati e un Land Rover) valutate poco meno di 200mila euro, e le quote di tre società con sede in Lombardia e in Veneto.

La complessa attività investigativa, avviata da oltre un anno, ha tratto origine da un controllo eseguito dalle Fiamme gialle nei confronti di una società biellese, selezionata grazie ad una prodromica mirata attività d’intelligence e di controllo economico del territorio, risultata aver indebitamente percepito un finanziamento del Pnrr.

Le indagini coordinate dall’European public prosecutor’s office di Torino hanno consentito di ricostruire, allo stato del procedimento e fatte salve le successive valutazioni sull’effettivo e definitivo accertamento delle responsabilità, l’operatività di un sodalizio criminale, ramificato in Italia, che era riuscito a ottenere indebitamente, anche grazie al coinvolgimento di svariati prestanome e l’ausilio di alcuni professionisti, l’erogazione di quasi due milioni di euro di contributi e finanziamenti pubblici, in favore di otto società di capitali, che sono state anch’esse deferite all’Ufficio Eppo di Torino, per illeciti amministrativi dipendenti da reato.

Dagli elementi di prova sinora raccolti e secondo l’ipotesi vagliata dal giudice nel provvedimento, è emerso che il meccanismo fraudolento, ai danni dello Stato e dell’Unione europea, fosse basato sulla falsificazione ad arte dei bilanci delle imprese richiedenti, che venivano confezionati su misura, rappresentandovi fittizi fatturati milionari, in modo da rappresentare artificiosamente inesistenti solidità finanziarie e simulare l’esistenza delle condizioni di accesso a diverse tipologie di provvidenze pubbliche.

Sono state costituite da 907.500 euro di contributi destinati allo sviluppo del commercio elettronico verso l’estero delle piccole e medie imprese ed erogati da Simest, dei quali 125mila euro a valere sul Pnrr e 1.064.150 euro del fondo centrale di garanzia a favore delle piccole e medie imprese, gestito da Mediocredito centrale e contro garantito dall’Unione Europea, dedicato a sostenerne crescita e liquidità.

Determinante il coordinamento delle indagini attuato dalla Procura Europea dell’ufficio di Torino, che ha anche potuto contare sulla piena collaborazione di Simest e che ha messo a disposizione della guardia di finanza dati e informazioni essenziali, nonché adottato le misure necessarie a evitare che le truffe patite potessero incidere sul raggiungimento dei target previsti dal Pnrr.

Nel segnalare ulteriormente che il provvedimento eseguito interviene nella fase delle indagini preliminari ed è fondato su ipotesi di reato che dovranno essere verificate nel corso del procedimento, per cui la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile, si evidenzia che l’operazione, denominata “Nuovi orizzonti”, costituisce ulteriore testimonianza del costante impegno, a tutela degli imprenditori e dei cittadini rispettosi delle leggi, della Procura europea, della magistratura ordinaria e della guardia di finanza, unico corpo di polizia economico-finanziaria presente all’interno dell’Unione Europea, nel contrasto ai comportamenti illeciti ed alle frodi al bilancio unionale e nazionale, che ostacolano lo sviluppo economico e arrecano danni alla libera e leale concorrenza.

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