Lui, lei e l’altra. Ma la convivenza a tre finisce in tribunale

Lui è accusato di maltrattamenti e di aver costretto la moglie alla convivenza con l’amante

Poliamore, la definizione che dà il vocabolario Treccani è: “Relazione amorosa consensuale caratterizzata dal fatto che ogni partner può avere contemporaneamente più rapporti d’amore”. E la storia che è approdata in Tribunale parte proprio da un rapporto poliamoroso, un menage a trois alla luce del sole.

Protagonisti sono tre biellesi residenti in un comune della collina. C’è un lui, c’è una lei - i due sono marito e moglie - e c’è una terza che è amante di lui. Tutto funziona per il meglio, tanto che l’amante va a vivere a casa dei due instaurando una convivenza, finchè la coppia non ha una figlia. A quel punto la moglie, diventata madre, non regge più la situazione e ha un crollo psicologico. La coppia si separa e in meno di un anno ottiene il divorzio consensuale.

Tutto finito? No. Lei sporge denuncia per maltrattamenti in famiglia. Dichiara alle forze dell’ordine di essere stata costretta ad accettare la convivenza con l’altra donna e poi denuncia alcuni episodi in cui lui l’avrebbe colpita con un pugno sulla coscia, con uno schiaffo e con una borraccia in pieno volto. L’ex marito, sta scritto sempre nella denuncia, l’avrebbe anche minacciata qualora lei non le avesse fatto vedere la figlia. L’atto di denuncia ha dato il là al procedimento giudiziario che è poi andato avanti nonostante lei non si sia neppure costituita parte civile.

E mercoledì si è arrivati all’udienza in cui, chiamato a testimoniare è stato proprio lui, il marito poliamoroso. L’uomo, 36 anni, ha risposto davanti al giudice Adriano Bollani alle domande poste dal suo difensore, l’avvocato Francesco Alosi, e dal pm Laura Bellini. Il 36enne ha negato ogni episodio di maltrattamento - non c’è alcun referto che lo possa provare - e ha negato il fatto che la convivenza a tre fosse stata da lui imposta. Anzi, ha ricostruito come sia stata la moglie stessa ad accogliere l’amante e, a riprova dell’ottimo rapporto che vi sarebbe stato tra le due donne, ha raccontato di come la prima a sapere della gravidanza della moglie, prima anche di lui, futuro padre, fosse stata l’amante. L’uomo ha raccontato di una relazione vissuta con grande serenità essendo entrambi i coniugi, allora, di ampie vedute. Lui del resto non si era opposto a una frequentazione dai contorni sadomaso che la moglie, vestiti i panni della mistress, avrebbe intrattenuto con un toyboy.

La sentenza è attesa per il 24 giugno. Nel frattempo lui - che crede nell’amore libero da ogni convenzione - non sta più neppure con l’amante, sta con un’altra.

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