Cronaca Locale
Martedì 27 Gennaio 2026
Scoperto un falso appalto di servizi e lavoratori in nero
Complessa operazione dei carabinieri del Nil in collaborazione con l’Inps
Prosegue senza sosta l’attività di vigilanza del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Biella per il contrasto dell’interposizione illecita di manodopera e alla tutela dei diritti dei lavoratori.
Al termine di una meticolosa attività ispettiva, condotta con il personale ispettivo dell’Inps, i militari hanno proceduto al controllo di una società che opera nel settore dei pubblici esercizi sul territorio biellese.
Gli accertamenti hanno permesso di portare alla luce un complesso meccanismo di appalto non genuino.
Dalle verifiche è emerso che l’azienda locale utilizzava personale formalmente assunto da un’altra società situata nel Centro Italia. Tuttavia, dietro lo schermo di un regolare contratto di appalto, si celava una vera e propria interposizione illecita di manodopera.
Secondo la normativa vigente, l’appalto è genuino solo se l’appaltatore organizza i mezzi necessari e assume su di sé il rischio d’impresa. Nel caso in esame, invece, la società appaltatrice si limitava a fornire mere prestazioni lavorative: i dipendenti non avevano alcun contatto diretto con la propria sede legale, tanto che persino i colloqui di selezione erano stati gestiti direttamente dall’azienda utilizzatrice di Biella.
Oltre all’irregolarità contrattuale dell’appalto, i carabinieri hanno accertato che alcuni lavoratori erano stati avviati all’attività lavorativa in totale assenza di contratto, configurando la fattispecie del lavoro “in nero”.
A seguito delle violazioni riscontrate, sono state comminate sanzioni pesanti per i responsabili di entrambe le società coinvolte:
• Sanzioni: per un importo complessivo di 30mila euro;
• Recupero contributivo: l’utilizzatore dovrà versare nelle casse degli enti previdenziali la somma di 2.500.
Il Nucleo ispettorato carabinieri del lavoro ha già avviato d’ufficio le procedure per la regolarizzazione definitiva dei rapporti di lavoro, garantendo ai dipendenti il ripristino delle tutele previste dalla legge.
Per quanto concerne gli eventuali profili di rilevanza penale connessi alla vicenda, le posizioni dei responsabili sono attualmente al vaglio, pur non risultando allo stato attuali contestazioni definitive in tal senso.
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