A Senigallia il palazzo del freddo
è firmato da Sacma

Progetto In attesa di collaudo, il progetto è stato realizzato in cinque mesi per Orto Verde, consorzio agricolo marchigiano che stoccherà verdure surgelate

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L’ultimo traguardo raggiunto da Sacma è la struttura che in questi giorni attende il collaudo a Senigallia, a pochi metri dal mare: un “palazzo” di dieci piani (che in realtà si sviluppa su 11 livelli) fatto interamente di scaffali. O, per amor di precisione, un parallelepipedo di 76 metri per 47, e 30 in altezza, che l’azienda biellese ha realizzato per Orto Verde, il consorzio agricolo marchigiano specializzato in verdure surgelate destinate alla grande distribuzione e all’industria di trasformazione.

Il progetto Orto Verde è partito nel 2025, la struttura autoportante ha cominciato a crescere alla fine dello scorso anno e in cinque mesi è nato quello che si potrebbe definire un alveare di acciaio con un labirinto di corridoi e tunnel in cui presto, a 25 gradi sotto zero, i trasloelevatori con le navette satellitari si muoveranno salendo e scendendo e spostandosi fra una corsia all’altra, per trasportare carichi di spinaci, carote e patate a spicchi, pronti per la consegna: sono 16mila i “posti pallet”, distribuiti su 42 tunnel e 11 livelli, progettati per accogliere bancali di diversi formati, con una capacità di peso che va dai 900 a 1.200 chili ciascuno.

Costruire a due passi dall’Adriatico ha imposto però attenzioni particolari: Senigallia è una zona molto sismica e ventosa così l’impianto è stato realizzato nel rispetto delle norme tecniche di costruzione su progettazione, esecuzione, verifica e messa in sicurezza delle stesse scaffalature metalliche.

A raccontare la filosofia che sta dietro a lavori così imponenti è Giacomo Amosso, co-titolare di Sacma. «Il settore della logistica è caratterizzato da un ritmo incalzante, in cui l’evoluzione veloce, la rapidità decisionale e la pressione di consegne con tempistiche strettissime sono all’ordine del giorno, richiedendo soluzioni efficienti e una prontezza operativa costante. Per questo motivo puntiamo su tre driver trainanti: innovazione, sostenibilità e sicurezza».

Sul fronte dell’innovazione l’azienda ha stretto collaborazioni strategiche con partner specializzati avviando, inoltre, progetti di ricerca e sviluppo con le università. Sulla sostenibilità l’impegno è concreto e continuo. «Nel 2022» prosegue l’imprenditore «abbiamo intrapreso un percorso ambizioso: cercare di raggiungere una produzione a impatto zero entro il 2030».

Poi c’è la sicurezza che rappresenta «il pilastro fondamentale su cui Sacma basa il proprio lavoro», sia per quello che riguarda i dipendenti che sui prodotti. A questo scopo l’azienda collabora con Aisem, l’associazione di categoria dei produttori di scaffalature, che ha da poco concluso e pubblicato con Inail i tavoli di lavoro dedicati ai magazzini tradizionali e automatici: una mappatura completa dei rischi, molto apprezzata dai leader del settore. Un altro tema centrale è la sismoresistenza. A Sandigliano vengono progettate e realizzate scaffalature antisismiche per il mercato italiano, in piena conformità con normative e best practice.

A coronare questo lungo percorso di crescita, quest’anno è arrivata anche la Certificazione Eta 25/0930, ottenuta dopo otto anni di lavoro: la prima rilasciata in Italia e tra le pochissime in Europa per il settore. La Valutazione tecnica europea documenta infatti le prestazioni di un prodotto da costruzione in relazione agli impieghi previsti ed è la base per la dichiarazione di prestazione e la marcatura Ce. Un obiettivo di qualità inseguito a lungo e ora raggiunto.

Da quasi tre quarti di secolo a Sandigliano, si progettano e si costruiscono le “ossature” dei magazzini di mezzo mondo e sono oltre 25mila gli impianti già realizzati, dalle più comuni scaffalature industriali fino a progetti più complessi e sofisticati resi possibili grazie al know how di un team ingegneristico interno.

Nel 2027 Sacma festeggerà 75 anni di attività e una storia di imprenditorialità familiare che oggi è giunta alla terza generazione, già operativa negli uffici da oltre una decina di anni.

«Dietro ogni nostra grande realizzazione c’è prima di tutto il valore delle persone: il lavoro di squadra tra il nostro ufficio tecnico e gli ingegneri Sacma ne è la prova concreta» conclude Giacomo Amosso. «In un’epoca dominata dall’automazione e dall’Intelligenza Artificiale, siamo fermamente convinti che il fattore umano resti insostituibile. Per questo continuiamo a investire sulle risorse del territorio, con un messaggio chiaro ai giovani e in particolare a quelli biellesi: che si scelga l’università o un percorso tecnico, la formazione professionale è una risorsa straordinaria. I giovani preparati e appassionati sono e saranno sempre il vero valore aggiunto per la nostra azienda e per tutto il tessuto industriale».

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