Benessere, equità e tutela. La fabbrica ora è “accogliente”
Gruppo Marchi & Fildi Siglato l’accordo con i sindacati Smart working strutturato, flessibilità oraria, permessi aggiuntivi e tavoli d’ascolto. Sistema garantito per 3 anni
In un’industria che tradizionalmente misura la competitività su efficienza e costo, Marchi & Fildi prova a spostare il baricentro: la sostenibilità passerà dalle persone e aspira a diventare infrastruttura sociale. La “fabbrica accogliente” non è uno slogan, ma un cambio di paradigma. Non solo luogo di produzione, reparti e turni, ma spazio capace di aprirsi ai collaboratori, proteggere, far crescere e creare appartenenza. È da qui che parte la nuova fase del Gruppo che ha scelto di tradurre questa visione in un accordo sindacale triennale - 2026-2028 - e in un sistema di welfare strutturato, pensato per durare e per essere misurato nel tempo.
In un comparto come la filatura, dove la cultura delle risorse umane evoluta è ancora poco diffusa, l’intesa firmata da Marchi & Fildi segna un passaggio rilevante. Non un semplice aggiornamento contrattuale, ma un progetto organico che mette al centro benessere, equità, conciliazione vita-lavoro e stabilità.
«Questo accordo rappresenta un passo importante nel nostro percorso - spiega l’Ad Giovanni Marchi - investire sul benessere e sulla fiducia reciproca significa costruire basi solide per la crescita sostenibile del Gruppo nel lungo periodo».
La direzione è chiara: superare frammentazioni storiche, armonizzare regole e trattamenti, rafforzare il senso di appartenenza in un unico perimetro industriale. «Abbiamo voluto un accordo concreto, che migliorasse davvero la vita lavorativa quotidiana delle persone, con regole comuni e pari dignità per tutti» aggiunge Alessandro Montanari, Hr Director.
L’architettura dell’accordo si sviluppa lungo direttrici precise. Da un lato, tutele e protezione: sanità integrativa con accesso a Sanimoda Pacchetto Premium estendibile ai familiari, previdenza complementare con Previmoda e un’assicurazione vita fino a 15mila euro, raddoppiata in presenza di figli minori o per collaboratori under 45. Dall’altro lato, organizzazione del lavoro: smart working strutturato fino a 8 ore settimanali pianificate con il team, flessibilità oraria con ingresso tra le 8 e le 9, pausa modulabile da 30 minuti a 2 ore e uscita tra le 17 e le 18. Inoltre ci sarà un meccanismo di welfare impattante: il box “ore solidali”,un sistema circolare in cui si possono donare ferie o permessi a colleghi in difficoltà, con l’azienda che sostiene quel gesto raddoppiandone il valore economico.
In un contesto produttivo, la scelta di formalizzare queste misure è un segnale culturale prima ancora che organizzativo. Non concessioni episodiche, ma strumenti progettati per funzionare senza compromettere continuità ed efficienza. L’obiettivo è responsabilizzare, non deregolamentare.
Dal 1° gennaio 2026 il Gruppo ha inoltre armonizzato le strutture salariali e introdotto i buoni pasto elettronici. «Questo cambiamento garantisce un aumento netto del valore percepito rispetto ai precedenti sistemi di premio: significa ridurre la frammentazione, superare differenze storiche tra realtà del Gruppo e rendere più leggibile e condiviso il patto economico tra l'impresa e i suoi collaboratori». Un intervento tecnico, ma dal forte impatto simbolico: l’equità diventa pratica organizzativa.
Il welfare di Marchi & Fildi si configura così come un ecosistema: salute e protezione, equilibrio vita-lavoro, sviluppo e comunità, stabilità e futuro. Una traiettoria che ambisce a portare in fabbrica un’idea moderna di lavoro, fondata su autonomia responsabile e fiducia reciproca mentre lo sguardo è già proiettato oltre il triennio.
Nel 2026 sono previsti nuovi strumenti per rafforzare attrattività e ascolto, il consolidamento della Hr Community internazionale e progetti pilota sull’innovazione dei processi, incluso un percorso di ampio respiro sull’Intelligenza Artificiale come laboratorio di apprendimento condiviso. «Continueremo a investire su strumenti, competenze e comunità: vogliamo essere sempre più capaci di ascoltare le persone, anticiparne i bisogni e accompagnare l’evoluzione globale dell’organizzazione in modo responsabile e concreto», conclude Montanari.
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