Economia & Società / Biella
Domenica 11 Gennaio 2026
Caseificio 4.0, Botalla investe
in digitalizzazione
A Mongrando Nel nuovo stabilimento nulla va sprecato e ogni risorsa trova una seconda vita. Un percorso concreto che unisce qualità e rispetto per l’ambiente
«Due anni fa abbiamo inaugurato l’ampliamento della nostra sede di Mongrando con la nascita di un caseificio innovativo sotto tutti gli aspetti, che ci ha dato la possibilità di efficientare la nostra filiera grazie a nuovi impianti 4.0 e alla digitalizzazione. E’ il nostro modo di pensare all’oggi per guardare al domani». Andrea Bonino, AD di Botalla Formaggi, racconta la filosofia di un’azienda che vuole crescere ed essere sempre più sostenibile per affrontare le difficili sfide del mercato.
Nel caseificio nulla va sprecato e ogni risorsa trova una seconda vita. Un percorso concreto, che si traduce in scelte quotidiane capaci di unire qualità produttiva e rispetto per l’ambiente. L’acqua salata utilizzata nei processi viene recuperata e riutilizzata, così come l’aria all’interno degli impianti, continuamente filtrata per ridurre le emissioni. Anche ciò che un tempo sarebbe stato considerato uno scarto diventa valore: il siero del latte, anziché essere smaltito, viene riutilizzato in agricoltura o trasformato in nuove produzioni, in un esempio virtuoso di economia circolare. «Un ruolo chiave lo gioca anche l’energia pulita. Grazie a 3 impianti di pannelli solari installati sugli stabilimenti, circa metà del fabbisogno energetico aziendale è oggi coperto da fonti rinnovabili, con una riduzione significativa delle emissioni: solo nel 2024 sono state evitate quasi 200 tonnellate di CO₂» prosegue Bonino. «Grande attenzione è riservata anche all’acqua: quella utilizzata per la sanificazione degli impianti e delle strutture viene in larga parte recuperata e riutilizzata, limitando sprechi e dispersioni. Persino il calore generato durante il lavoro viene riassorbito e rimesso in circolo, migliorando l’efficienza complessiva. Un modello produttivo che dimostra come sostenibilità e industria possano camminare insieme, giorno dopo giorno., una scelta strategica che riflette la nostra filosofia: lavorare con responsabilità, trasparenza e attenzione costante alla qualità in ogni fase della produzione dei nostri formaggi».
La storia aziendale affonda le radici nel 1947, quando Natale Botalla avvia l’attività a Biella, territorio dove grazie ai pascoli alpini e all’acqua leggera la tradizione casearia è autentica. Nel 1978 avviene il passaggio a Sandro Bonino e a sua moglie Maria Teresa, che ne raccolgono l’eredità trasformandola in un progetto familiare condiviso oggi anche dai figli Simona, Andrea e Stefano. Botalla è cresciuta nel segno dell’equilibrio, rispetto delle tradizioni e capacità di evolversi. Un’identità che si estende dalla famiglia a tutte le persone che ogni giorno lavorano nelle due sedi. Al centro c’è una filiera corta e controllata: il latte proviene da allevamenti selezionati, dove vacche Pezzata Rossa di Oropa e Bruna Alpina si nutrono di pascoli incontaminati. Il latte arriva fresco in caseificio e viene trasformato con gesti antichi e strumenti moderni, dando vita a prodotti che raccontano il territorio, la sua storia e la passione di chi la porta avanti.
«Ogni giorno ci adoperiamo per garantire il rispetto di tutte le condizioni necessarie a operare in sicurezza e con il massimo livello di qualità, dai processi produttivi del caseificio, alla gestione degli impianti, dove innovazione e manutenzione attenta assicurano efficienza e affidabilità. Crediamo che un ambiente di lavoro inclusivo e rispettoso sia essenziale per la crescita e il benessere di tutti coloro che lavorano in azienda. Al centro ci sono le persone ogni figura per noi è fondamentale.
Testimonianza dell’importanza del legame con il territorio e della filiera produttivao si trova nel progetto della Cooperativa Valle Elvo, nato oltre 20 anni fa, di cui la famiglia Bonino è prima di tutto socia, in cui gli imprenditori hanno creduto da sempre cercando con gli allevatori di valorizzare il lavoro di tutti. «Ciò che si evince da questa collaborazione è che l’unione fa la forza soprattutto nei momenti più complessi. E’ fondamentale rimanere sul territorio, potenziare il legame con il mondo agricolo perché il latte e i formaggi sono la sua migliore espressione. L’azienda è certificata da oltre dieci anni sia sotto il punto di vista del processo che del prodotto. Oltre al latte vaccino, da molti anni lavoriamo il latte di capra. Proprio nel mese di dicembre 2025 è nato l’ultimo formaggio di capra dalle caratteristiche uniche, frutto della nostra esperienza» conclude Bonino.
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