Il filo circolare scende dai ghiacciai dell’Alto Adige

Il progetto “Mini Takes Care” promosso da Safe, Lenzing e Alpin Arena Senales vede l’azienda biellese Marchi & Fildi in prima linea. Il riuso ancora protagonista

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Dalla Val Senales a Biella e da Biella ai grandi brand, un filo chiude il cerchio. È questo il viaggio di un nuovo materiale tessile nato per proteggere i gjiacciai e destinato, una volta conclusa la sua funzione in alta quota, a tornare fibra e poi filato. Al centro del percorso c’è Marchi & Fildi che è stata coinvolta nel progetto “Mini Takes Care” insieme a Safe, Lenzing e Alpin Arena Senales. Un esperimento che porta in montagna una tecnologia innovativa ma che, soprattutto, mette alla prova un’idea cara al distretto biellese: quella di trasformare il fine vita di un prodotto tessile in un nuovo inizio.

Il percorso, avviato in Alto Adige quest’anno, riguarda tessuti non tessuti realizzati con fibre cellulosiche biodegradabili certificate, prodotti dall’austriaca Lenzing. I teli in Tencel Lyocell, vengono utilizzati per proteggere il manto nevoso durante la stagione calda, limitando lo scambio termico e quindi la perdita di neve. Ma la vera innovazione, per chi opera nel mondo del riciclo, arriva quando i teli vengono rimossi. È in quel momento che entra in scena la filiera biellese. Safe gestisce la raccolta delle coperture a fine utilizzo e Marchi & Fildi si occupa di riportare quel materiale alla forma originaria di fibra per trasformarla poi in filato. Il principio è quello dell’economia circolare applicato a un prodotto tecnico lontano dalla tradizionale catena produttiva tessile.

«Il riciclo è il nostro business da sempre, da più di 50 anni operiamo nella valorizzazione degli scarti tessili quindi ben prima che si parlasse di riuso» spiega Giovanni Marchi. «L’interesse concreto dei brand internazionali su questo tema oggi è rafforzato dalle nuove normative che stanno entrando in vigore. Riceviamo sempre più spesso richieste di cui, una buona parte è molto complessa e necessita di passaggi diversi e particolari. Per questo abbiamo avviato partnership con aziende che si occupano di step intermedi che noi non possiamo fare».

La circolarità, infatti, non comincia quando il rifiuto arriva in fabbrica ma dalla possibilità di sapere che materiale è stato utilizzato, dove, per quanto tempo e in quali condizioni. La tracciabilità della raccolta diventa, in questo caso, il collegamento fra la montagna e la manifattura. Senza questo passaggio, il geotessile rischierebbe di essere semplicemente un rifiuto anziché diventare una nuova materia prima.

«Sviluppare un’economia circolare che aiuta a preservare l’ambiente è importante. Nel nostro settore oggi occorre pensare a utilizzi diversi da quello tradizionale. Si parte da ricerca e sviluppo ed è fondamentale il contributo anche da parte dei brand. Il riciclo deve esprimere qualità ma occorre accettare caratteristiche diverse per ottenere prodotti innovativi. Per Marchi & Fildi è un’evoluzione coerente di un know-how che trova nel progetto della Val Senales un’evoluzione particolarmente sfidante».

La scelta delle fibre cellulosiche risponde all’esigenza di ridurre l’impatto ambientale dei tradizionali tessuti non tessuti di origine fossile. Sarà il comportamento sul campo a stabilire quanto il progetto potrà essere efficace e replicabile. Ma intanto a Biella la trasformazione del geotessile in fibra sta già superando i primi test per «allargare il cerchio»: “Mini” ha annunciato una collaborazione con Napapijri per le borse e Candiani per l’abbigliamento (è specializzata nel denim per i più alti brand al mondo), per dare una ulteriore destinazione ai tessuti recuperati dalla montagna e trasformarli in un nuovo prodotto.

«Si tratta di due diverso percorsi e siamo in una fase iniziale. Il filato che ricaviamo con questo progetto contiene una percentuale preponderante di materiale che proviene dai teli dei ghiacciai, e una quantità minore di Lyocell vergine. Il risultato è un filo naturale al 100% e coerente con l’obiettivo di evitare l’uso per esempio del polipropilene. Si otterrà un tessuto robusto per quanto riguarda le borse mentre nel caso delle giacche è stata cercata una mano affine al denim. Sono prodotti diversi da quelli tradizionali ma validi, con contenuti di valore, convincenti e, naturalmente, di qualità elevata» conclude Marchi.

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