Il nuovo ecodesign è in lolla di riso
e plastica riciclata
Sinergie. Serralunga 1825 al Salone del Mobile con RiceHouse
Paola Guabello
Lungo l’asse del torrente Cervo, dall’incontro tra RiceHouse e Serralunga 1825, è nato un progetto che unisce materiali naturali, ricerca e design sostenibile. Due realtà molto diverse, una startup innovativa e un’azienda storica, hanno deciso di collaborare, trovando un terreno comune nell’economia circolare.
«L’alleanza è nata in un attimo ma su basi solide: non un’operazione di marketing ma un impegno a sviluppare progetti capaci di valorizzare il territorio e le sue risorse» - spiega Marco Serralunga. «In questo momento è necessario trovare una nuova direzione, un concetto che vale per ogni impresa. Se oggi il design è lusso o ironia, è arrivato il tempo di aggiungere valori più concreti, vera sostanza e soprattutto, un’interpretazione del bello che deve essere discreto, più realistico, fatto di contenuti attuali e veri valori e non prevaricante».
Al centro della sinergia c’è l’utilizzo degli scarti della filiera del riso, in particolare la lolla, combinati al 30% con polimeri e plastica riciclata, materiali che sono espressione di un made in Biella, e di un made in Italy di conseguenza, che sottende forti contenuti. Se Serralunga è stato il primo in Europa a sviluppare la tecnologia dello stampaggio rotazionale e, negli Anni 90, a reinterpretare vasi e fioriere come elementi di design per la casa e per l’arredo urbano, RiceHouse è stata la prima azienda italiana a comprendere le potenzialità degli scarti del riso e a creare nuovi materiali per la bioarchitettura.
In poche settimane, le due realtà hanno aperto i propri impianti, condiviso risorse umane ed economiche e avviato le prime sperimentazioni. La lolla è così entrata in un nuovo processo produttivo che ha ridotto l’uso della plastica, diventando punto di partenza per una serie di test sui materiali e sulle tecniche di lavorazione. Dopo una prima fase di prove, sono stati individuati i prodotti espressione concreta di riciclo, coerenti con il materiale e con il mercato. La scelta è caduta su una linea di oggetti funzionali e versatili capaci di valorizzare le qualità estetiche e sostenibili del nuovo materiale. E nonostante obiettivi e canali diversi, le due aziende hanno trovato l’equilibrio progettuale.
Per RiceHouse, il progetto rappresenta un’estensione naturale della propria ricerca, in particolare in relazione allo sviluppo della microstruttura Hexa e all’utilizzo di materiali bio-based. Mentre per Serralunga, l’obiettivo è portare la nuova collezione in produzione, inserendola in una filiera industriale consolidata.
Il debutto avverrà al Salone del Mobile di Milano il 21 aprile. Nello stand Serralunga, infatti, oltre alle nuove linee di arredi. accessori ed elementi di illuminazione, sarà esposto il risultato del dinamismo da startup unito alla solidità industriale. In fiera ci saranno due sedute, un tavolino, una lampada e una serie di vasi.
«La scelta cromatica è caduta sul colore naturale, senza artifici: una decisione coerente con l’identità ecologica del progetto, che punta a valorizzare la materia nella sua forma più autentica. Più che un punto di arrivo, questa prima linea rappresenta l’inizio di un percorso. Un esempio concreto di come innovazione, territorio e sinergia possano generare nuove possibilità in quel design che per prima cosa rispetta l’ambiente e abbraccia la natura» conclude l’imprenditore.
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