Mucrone Local, un anno di interventi
sulla montagna biellese
Rifugi rimessi in vita, una croce riportata in vetta al Mars. L’associazione di volontari tira le somme del 2025 e guarda al 2026 con ambizione
Un anno intenso, fatto di interventi concreti e di una visione chiara per il futuro. L’associazione Mucrone Local, nata dall’iniziativa di un gruppo di persone profondamente legato alla montagna biellese, chiude il 2025 con risultati tangibili e guarda al 2026 con ambizioni ancora più ampie, come illustrato durante l’assemblea dei soci. «Non siamo qui per convincere nessuno» sintetizza il presidente Marco Bardelle. «Crediamo semplicemente nel nostro territorio e nelle potenzialità della Conca di Oropa. Il nostro obiettivo è restituirne la bellezza, creare valore e occupazione, fare impresa nel settore turistico. È una questione di volontà e di impegno concreto oggi, per le future generazioni».
Nel corso dell’ultimo anno, l’attività dei Mucrone Local si è sviluppata su più livelli, tra interventi affidati a imprese specializzate e lavori portati avanti grazie all’impegno diretto di soci e volontari. Due modalità diverse, ma entrambe fondamentali per ottenere risultati duraturi. Anche la presenza sul territorio si è rafforzata, come dimostra l’installazione di un grande cartellone con la mappa dei sentieri e il logo Mucrone Local a nord del Prato delle Oche, nei pressi del santuario di Oropa: un segno concreto di una collaborazione sempre più stretta con le realtà locali.
Oltre alla manutenzione sui sentieri, non sono mancati gli interventi in quota, spesso complessi dal punto di vista logistico. Tra questi, il ripristino della croce sulla vetta del Monte Mars, originariamente donata da La Bufarola: operazione che ha richiesto il trasporto in elicottero, il restauro affidato a Tecnomeccanica Biellese e il fissaggio finale eseguito dalla ditta Lazzarotto. Sempre con l’ausilio di mezzi aerei è stato possibile fornire e trasportare anche un servizio igienico al Rifugio Rosazza.
Nel frattempo, prendono forma progetti di più ampio respiro. La raccolta fondi per la Capanna Renata, realizzata in collaborazione con l’Unione Industriale, si è conclusa con successo. Sono già state ottenute tutte le autorizzazioni necessarie per l’avvio dei lavori previsto per questa estate. È invece ancora in corso la raccolta fondi per il Rifugio Rosazza, un altro tassello importante nel progetto di valorizzazione dell’area.
Lo sguardo è infatti rivolto al 2026, che si preannuncia come l’anno dei grandi cantieri. I lavori alla Capanna Renata entreranno nel vivo già a partire da questo mese con l’assegnazione degli interventi di ristrutturazione e il rinnovamento degli spazi dalla cucina alle camere.
«L’idea è quella di dare una svolta a ciò che oggi è fatiscente per trasformare la struttura in un volano che innescherà la vera rinascita in quota. Perché la Renata è uno degli asset di questi due anni di lavoro» spiega Bardelle. Per il Rifugio Rosazza, invece, l’avvio del cantiere dipenderà dal completamento dell’iter autorizzativo «Abbiamo fatto un progetto per un piccolo ampliamento mentre al Savoia è previsto un intervento di pulizia straordinaria per rimuovere rifiuti e oggetti abbandonati, grazie anche al supporto della ditta Ronchetta. Avevamo iniziato un anno e mezzo fa con un gruppo di 25 volontari e con 10 rotazioni di elicottero. Visto che la Busancano ora è carrabile e quindi percorribile da un mezzo, la nuova condizione potrebbe facilitare il trasporto dei materiali con la speranza di liberare definitivamente il rifugio da tutta la roba che c’è ancora dentro».
Accanto ai lavori sul campo, Mucrone Local continuerà a partecipare a bandi e a sviluppare collaborazioni con enti del territorio, tra cui il Giardino Botanico di Oropa, con l’obiettivo di costruire progetti condivisi capaci di valorizzare l’intera area.
Sui sentieri: dal Lago allo Chardon
e poi al Tovo
Continua l’impegno dei Mucrone Local sulla rete sentieristica con il rifacimento del percorso D23 tra il Colle dello Chardon e il Monte Mars, affidato all’impresa Antoniotti e previsto per l’estate, oltre a un intervento strutturale sul tratto che collega il Lago del Mucrone al Colle dello Chardon. La manutenzione ordinaria interesserà ancora il Monte Tovo, tra la Bocchetta delle Pisse e San Giovannino (in collaborazione con il Rifugio Rosazza e con l fondi Rotaract) e il percorso verso il Coda insieme a Valle Elvo Sky Running. Nel 2025 spicca il rifacimento completo del sentiero D1 Favaro-Oropa, con progettazione a cura della Fondazione Biellezza e la creazione del nuovo sentiero D17 dalla Basilica Nuova alla Galleria Rosazza, inaugurato a settembre: un percorso arricchito da cartelli che indicano le calorie consumate lungo il tragitto e, una volta in vetta, persino dalla ricetta della polenta concia. L’opera si è resa possibile anche grazie al contributo della Pro loco di Biella con l’evento “Ben Cuncià”. Numerosi tratti della rete escursionistica sono stati oggetto di pulizia e manutenzione. Tra gli altri, il D32 e D32B sul Monte Tovo, il percorso C3 dal Tracciolino al Coda (in collaborazione con i gestori del rifugio) e un tratto tra San Giovanni d’Andorno e il santuario di Oropa. Importante anche la donazione al comune di Biella dei materiali per il rifacimento dei ponti del Gorgomoro, grazie agli alpini e a La Bufarola . In calendario, con la stessa società, è previsto un evento il prossimo settembre: l’inaugurazione del sentiero al Monte Mars.
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