Nasce la Textile Academy:
la scommessa è sui giovani
Gruppo Marzotto Per colmare il vuoto di competenze tecniche dalla produzione al disegno tessile
Lettura 5 min.Tredici nuove assunzioni, un progetto che proseguirà fino al 2027, e l’obiettivo di intercettare e attrarre i giovani. Si è chiusa la prima edizione della Marzotto Textile Academy, il programma di formazione in azienda pensato per costruire, negli stabilimenti del gruppo, le figure tecniche che il mercato del lavoro fatica sempre di più a trovare. L’iniziativa riunisce i marchi fra i più identitari della manifattura laniera italiana: a Valdagno Marzotto Tessuti ed Estetia, a Biella Guabello, F.lli Tallia di Delfino, Opera Piemontese e Marlane.
Il primo ciclo si è svolto dal 6 al 21 luglio, con un percorso immersivo che ha alternato formazione d’aula, approfondimenti tecnici e affiancamento diretto nei processi produttivi. I numeri parlano di un esperimento che riuscito: 13 dei 20 partecipanti hanno firmato un contratto di apprendistato e sono già entrati in stabilimento nel Biellese. Un risultato costruito anche grazie alla collaborazione con il Centro per l’Impiego e con le agenzie per il lavoro, chiamate a fare da ponte tra i candidati e le aziende.
«La Marzotto Textile Academy rappresenta un investimento concreto sulle nuove generazioni e sul futuro dell’eccellenza tessile italiana» spiega Michele Galante, Hr del Gruppo. «Il progetto rafforza il legame tra formazione, impresa e territorio mettendo i giovani in contatto con un patrimonio di competenze maturato in oltre due secoli di storia industriale. L’Academy è ormai uno strumento strategico attraverso cui il gruppo valorizza il proprio know-how e sostiene una filiera che è espressione autentica del made in Italy».
Il modulo di luglio, era rivolto alla parte produttiva. Ma il progetto è pensato per allargarsi progressivamente ad altre figure professionali del comparto. Lo spiega Ludovico Zegna, dell’ufficio marketing e comunicazione che inquadra l’Academy come «un percorso costruito per step. Tra settembre e ottobre l’iniziativa si rivolgerà agli aspiranti disegnatori tessili, e l’obiettivo è arrivare fino al 2027 aprendo, se necessario, nuove posizioni dedicate a raccontare l’azienda e le diverse anime che la compongono, dal marketing all’ufficio stile, dal design alla sostenibilità, fino alle figure commerciali e a chi si occupa di controllo qualità».
Un ventaglio di profili che riflette bene come il tessile oggi non sia più solo “il telaio” ma un settore che chiede insieme manualità, sensibilità creativa, competenze digitali e attenzione alla sostenibilità, e che per guardare al futuro deve raccontarsi anche oltre lo stabilimento. È in questo scenario che iniziative come la Marzotto Textile Academy assumono un significato che va oltre la singola azienda: non solo strumento di recruiting, ma tentativo di ricostruire, dentro le fabbriche, un canale di trasmissione dei saperi tecnici che il sistema scolastico e la percezione sociale del lavoro manifatturiero faticano oggi a garantire da soli. L’operazione si inserisce in un contesto di allarme che da anni attraversa il Paese e che nel tessile assume tratti acuti. Secondo Unioncamere e Anpal, nel 2026 la difficoltà di reperimento per i profili tecnici del manifatturiero è arrivata al 70%, contro il 45% del 2023: una traiettoria in peggioramento costante che nel tessile-moda, varia tra il 55% e il 57%, con punte che superano il 65% per artigiani e operai specializzati.
Barberis Canonico: tre proposte diverse rivolte a commerciali, studenti e a chi ama l’eleganza
Vitale Barberis Canonico rafforza il proprio impegno nella diffusione della cultura tessile attraverso un progetto formativo nato nel 2014 tra Pratrivero e Milano e oggi attivo su scala internazionale. L’iniziativa coinvolge partner commerciali, istituzioni accademiche, professionisti e appassionati, con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza dei tessuti lungo tutta la filiera e favorire un dialogo consapevole attorno al prodotto tessile.
L’Academy ha accompagnato l’espansione globale dell’azienda. Il modello didattico si basa su percorsi immersivi e personalizzati che combinano contenuti multimediali, approfondimenti storici e analisi delle tendenze contemporanee. Elemento distintivo dell’esperienza è la dimensione sensoriale dell’apprendimento: i partecipanti possono interagire direttamente con fibre e tessuti, supportati da materiali dedicati come campionari e handbook formativi.
L’offerta si articola in tre percorsi. La Fabric Academy rivolta ai partner commerciali che punta a trasformare la conoscenza tessile in un vantaggio competitivo. Vengono approfondite fibre, processi produttivi e performance dei materiali, traducendo know-how tecnico in strumenti reali per la vendita e la comunicazione di prodotto.
La Campus Academy si rivolge a scuole, università e istituti di formazione. Sviluppata in collaborazione con docenti e coordinatori didattici, propone programmi calibrati sui diversi percorsi di studio, dalla moda al design, fino all’ingegneria, all’economia e al marketing. Le attività approfondiscono l’intero ciclo produttivo, affrontando anche temi quali comunicazione sostenibilità e innovazione.
Infina la Style Academy, dedicata ai consumatori finali e agli appassionati di stile. Attraverso la collaborazione con brand, riviste, associazioni, retailer e maestri sarti, il programma rende accessibili le competenze tessili e le traduce in indicazioni pratiche per costruire un guardaroba consapevole.
Piacenza: «Lo storytelling dalle superiori»
In tema di formazione, negli ultimi 4 anni il Gruppo Piacenza ha rafforzato l’ impegno nel favorire il ricambio generazionale, anche attraverso incontri nelle scuole superiori per avvicinare i giovani al mondo tessile. «In aula raccontiamo i valori dell’azienda e il nostro prodotto», spiega l’HR Susanna Lovisetto. «Quando incontriamo candidati che non conoscono ancora la filiera, proponiamo visite nei reparti produttivi e un percorso di affiancamento con un collaboratore senior, così da consentire un apprendimento diretto sul campo. A ciò si aggiungono le Academy interne organizzate con agenzie specializzate, Città Studi e altri enti esterni».
Manufacturing Academy rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui Reda valorizza e preserva il proprio patrimonio di competenze manifatturiere. Il programma di formazione, dedicato ai ruoli operativi in stabilimento, si basa su un modello di apprendimento interno in cui operatori esperti, assistenti e capi reparto trasferiscono il proprio know-how alle nuove risorse, utilizzando linguaggi, metodologie e casi pratici propri del contesto produttivo aziendale. All’occorrenza il metodo è utilizzato anche per formare il personale interinale che poi nell’80% dei casi viene stabilizzato con un contratto
Magnolab: Partner e studenti, i percorsi pensati per chi già lavora e per l’Its Tam
Due percorsi, uno già avviato e il secondo in fase conclusiva sul Project management. A Magnolab, la rete di imprese che ripercorre tutti i passaggi della filiera del tessile, le attività procedono anche sul fronte della formazione, uno dei tre pilastri fondanti dell’alleanza stretta fra imprenditori del comparto, insieme allo scouting delle tecnologie del riciclo e all’attività di ricerca e sviluppo.
«La prima edizione si è da poco conclusa e con la seconda possiamo dire di aver accolto e formato complessivamente una trentina di persone» spiega il vicepresidente Marco Bardelle. «Non solo: abbiamo già 50 iscritti che da settembre in avanti verranno suddivisi su 5 corsi (ognuno da 10 candidati) dedicati alla cultura tessile».
Questi progetti sono aperti alle aziende partner di Magnolab, si tratta di academy condivise con la Regione Piemonte. Ma l’hub di Cerrione collabora strettamente anche con l’Its Tam che ha i suoi laboratori nella stessa struttura. Attraverso un accordo stretto con l’Istituto tecnologico post diploma i ragazzi approfondiscono la loro preparazione sui diversi passaggi della filiera, dalla nobilitazione alla confezione a livello industriale.
Reda: «Così si assume il personale interinale»
Manufacturing Academy rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui Reda valorizza e preserva il proprio patrimonio di competenze manifatturiere. Il programma di formazione, dedicato ai ruoli operativi in stabilimento, si basa su un modello di apprendimento interno in cui operatori esperti, assistenti e capi reparto trasferiscono il proprio know-how alle nuove risorse, utilizzando linguaggi, metodologie e casi pratici propri del contesto produttivo aziendale. All’occorrenza il metodo è utilizzato anche per formare il personale interinale che poi nell’80% dei casi viene stabilizzato con un contratto
Silvia Basiglio: «Il problema non è la mancanza di interesse, ma di ponti reali tra scuola, orientamento e impresa»
«C’ è un doppio movimento. Da un lato, una scarsa attrattività percepita del tessile tra i giovani: pesano anni di crisi, delocalizzazioni, racconti di fabbriche chiuse e l’idea, ormai superata, di un settore senza futuro né innovazione. Dall’altro, quando i ragazzi entrano concretamente in azienda e toccano con mano tecnologia, creatività e relazione con il prodotto, la percezione cambia: scoprono un mestiere identitario, tutt’altro che ripetitivo».
Silvia Basiglio, psicologa del lavoro ed hr, riflette sulla situazione biellese. «Il problema non è la mancanza di interesse, ma di ponti reali tra scuola, orientamento e impresa. Le academy funzionano perché offrono esperienza sul campo. I grandi lanifici possono fornire una formazione di filiera, le Pmi competenze verticali altrettanto preziose. Serve un sistema di connessione territoriale, tra realtà di diverse dimensioni, non solo singole e buone pratiche perché il futuro passa dalla circolarità di know how, persone, aziende e scuola».
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