NewYork chiama Biella: la delegazione domani in città

Confartigianato. Cristiano Gatti: «Una tappa significativa di un percorso per favorire export e turismo»

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Marialuisa Pacchioni

“Piemonte chiama NYC”, è il progetto d’internazionalizzazione realizzato da Confartigianato Imprese Piemonte, insieme ad AncoS Aps Torino e Ancos Aps Biella. Lo scopo è di promuovere il made in Piemonte negli Stati Uniti, creare relazioni solide tra gli artigiani locali e la comunità professionale italiana di New York, e sviluppare nuove concrete opportunità di export.

Il progetto si articola in tre tappe fondamentali che coprono l’intero arco dell’anno.

A marzo a Manhattan si è tenuta “Taste of Piemonte”, un’esperienza immersiva alla Columbus Citizens Foundation dedicata alla cultura gastronomica piemontese.

In questi giorni si svolge “New York visita il Piemonte”: una missione di incoming che vede protagonista una delegazione di professionisti della comunità italiana di New York operanti nei settori business e lifestyle. L’obiettivo è favorire l’internazionalizzazione del comparto artigiano e lo sviluppo di nuove sinergie economiche.

È previsto un ricco programma di appuntamenti istituzionali e d’impresa sul territorio piemontese: ieri la delegazione statunitense ha visitato alcune storiche botteghe artigiane della città per scoprire da vicino l’eccellenza, la tradizione e il valore manifatturiero del “saper fare” torinese. Oggi la delegazione sarà ricevuta al grattacielo della Regione Piemonte dal presidente Alberto Cirio e dall’assessore allo Sviluppo economico Andrea Tronzano. In questa occasione sarà consegnata alle autorità l’opera realizzata dall’artista Daniele Basso e ispirata al progetto e alle eccellenze del Piemonte.

A seguire, è prevista una visita all’Istituto Irccs di Candiolo, centro d’eccellenza per la ricerca oncologica.

Sabato la delegazione si è spostata nel Biellese per scoprirne l’artigianato locale. La giornata inizierà con la visita ai palazzi storici del borgo del Piazzo, per poi proseguire al Ricetto di Candelo in occasione della mostra “Mestieri Artigiani”. E’ seguito un tavolo di confronto e networking con le imprese biellesi del comparto moda e alimentazione sulle opportunità offerte dal mercato Usa. A conclusione della giornata si è svolta una sfilata di moda artigiana in piazza Castello.

La giornata di domenica è stata dedicata alla cultura e alla spiritualità del territorio, con la visita al Santuario di Oropa e la messa officiata da don Luigi Portarulo (viceparroco della St. Patrick Church di New York) nella Basilica Antica.

Cristiano Gatti, presidente di Confartigianato Biella spiega: «Il passaggio nel Biellese e a Candelo rappresenta una tappa significativa di un percorso iniziato ufficialmente lo scorso 12 marzo a New York. In quell’occasione, la presentazione nella sede della Columbus Citizens Foundation, insieme a partner come I Love Italian Food e House of made in Italy e alla presenza del console generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, ha sancito il forte legame e le grandi aspettative che circondano questo progetto».

Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: «La nostra regione diventa per quattro giorni una vetrina internazionale delle nostre eccellenze, dall’enogastronomia al tessile, dall’artigianato d’arte al turismo, creando un’interazione diretta tra le realtà locali e i partner newyorkesi. La moda, in particolare, rappresenta il fiore all’occhiello della nostra tradizione manifatturiera: creazioni sartoriali eseguite a regola d’arte, calzature pregiate e accessori su misura sono pezzi unici che tutto il mondo ci invidia. Affinché questo settore prosegua in un percorso virtuoso, è fondamentale mettere in campo attività strutturate di internazionalizzazione come questa».

Renato Rolla, Presidente di AncoS Torino: «La visita della comunità italiana di New York in Piemonte è uno dei momenti topici di questo percorso culturale e d’impresa. È un’occasione straordinaria per offrire visibilità internazionale al nostro territorio e, soprattutto, per permettere alle imprese locali di confrontarsi direttamente con intermediari commerciali e professionisti d’oltreoceano».

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