La visione appannata

Ieri pomeriggio a Oropa, il direttore dell’Atl di Biella Stefano Mosca ha chiamato alcuni imprenditori del turismo di Langhe e Val Maira a raccontare ai nostri operatori il segreto del loro successo. Al netto di tartufi e vini straordinari, la lezione è stata chiara: fare sinergia tra pubblico e privato, con il primo che ci mette capacità di visione e progettualità strategica e il secondo che ci mette la voglia di mettersi in gioco, senza rivalità, ma in stretta interconnessione con gli altri attori del territorio, magari impegnandosi anche per la cosa pubblica. La sala era piena di operatori, ma i politici scarseggiavano (è stato avvistato solo un consigliere comunale di Biella) e già questo la dice lunga sulle capacità dei nostri dirigenti pubblici di capire cosa è davvero importante per il territorio. Qualcuno dice che la parola visione gli fa venire l’orticaria, ma forse l’orticaria la fanno venire politici che sparano simili amenità senza sapere che la visione dovrebbe essere il loro principale strumento di lavoro.

Gli operatori erano per lo più ristoratori, produttori di vino e di specialità alimentari, albergatori, guide turistiche, ma mancava il “pezzo grosso” che, invece, nella Provincia Granda fa il suo mestiere e si mette anche in politica per dare una mano a tutti.

Uno, per esempio, come avrebbe potuto essere l’investitore che, attraverso la società Sviluppo Genova, aveva proposto di trasformare il vecchio ospedale in un gigantesco centro di wellness con annessi e connessi: un potenziale e straordinario volano per rigenerare tutto il centro storico. Non sappiamo che fine abbia fatto. Mentre la vecchia struttura sopperisce ufficiosamente ai limiti del nostro sistema di accoglienza e inclusione, si è tornati a parlare del polo degli uffici pubblici. Forse è il segno che il progetto è tramontato. Anche questo è un problema di visione, ma un po’ appannata.

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