Oggi è la Giornata mondiale dell’udito

L’invito di Francesca Brigato, otorinolaringoiatra, a evitare i fattori di rischio. Più di 2mila visite nel primo semestre 2025

O ggi è la Giornata mondiale dell’udito, un’occasione buona per ricordare che è bene non sottovalutare la sordità e le malattie connesse all’orecchio.

Spiega Francesca Brigato, medica del reparto di otorinolaringoiatria dell’Asl di Biella: «L’ipoacusia, o riduzione dell’udito, è stata spesso definita una “disabilità invisibile”, perché è ignorata oppure stigmatizzata. Secondo il report mondiale sull’udito dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2021 la perdita di udito non trattata è la terza causa di disabilità nel mondo».

Brigato spiega che nella popolazione italiana la prevalenza della perdita uditiva secondo Euro Track Ita, l’indagine della società di ricerca Anovum sull’impatto delle protesi acustiche sulla popolazione italiana, è del 12,5%: «Circa il 2% colpisce i bambini di età inferiore ai 14 anni e aumenta con l’età, andando dal 2,5% tra i 15 e i 24 anni, al 38% oltre i 75 anni. Negli ultimi dieci anni si è osservata una sostanziale stabilità della prevalenza nei soggetti molto giovani (minori di 14 anni), mentre è aumentata la prevalenza nella popolazione adulta (tra 45 e 70 anni). Questo potrebbe essere dovuto a una maggiore consapevolezza dei problemi uditivi, ma anche essere associato a una maggiore esposizione a fattori di rischio di perdita uditiva, come il rumore di tipo ricreativo (musica ad alto volume, locali, eventi) o l’inquinamento acustico».

I fattori di rischio

Il report dell’Oms identifica tra i fattori di rischio modificabili lo stile di vita e l’esposizione al rumore, che impattano sulle capacità uditive.

Dice Brigato: «Già nel 2015 si parlava di 1,1 miliardi di adolescenti e giovani adulti a rischio di sviluppare una perdita di udito per via dell’ascolto di musica ad alto volume con le cuffie e per l’esposizione a livelli elevati di rumore in eventi e luoghi di intrattenimento. Non solo l’esposizione a rumori di alta intensità comporta disturbi puramente uditivi (calo uditivo o acufeni), ma può determinare anche riduzione dell’attenzione, ansia e stress, mal di testa e disturbi del sonno».

L’igiene dell’orecchio

Una corretta igiene dell’orecchio include il fatto di evitare l’utilizzo di bastoncini o cotton fioc nell’orecchio. È inoltre necessario non instillare liquidi (evitando rimedi casalinghi); in caso di dolore, secrezioni o emorragie dall’orecchio; o perdita improvvisa dell’udito richiedere immediata visita medica.

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