Caso-bisteccheria, le mezze dimissioni di Chiorino

La biellese di Fratelli d’Italia, socia del ristorante romano sotto inchiesta, lascia la vicepresidenza ma non l’assessorato

Una decisione era attesa da ore, almeno da quando erano arrivate le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia di Andrea Delmastro. Ma il passo indietro dalla giunta regionale del Piemonte di Elena Chiorino è solo a metà: lascia la vicepresidenza di palazzo Lascaris ma non le deleghe da assessora, tra cui quelle all’Istruzione e al Lavoro.

L’esponente biellese di Fratelli d'Italia era tra i soci di minoranza di “Le 5 forchette”, la società nata in città che controllava un ristorante a Roma, la “Bisteccheria d’Italia”, insieme allo stesso Delmastro, al consigliere regionale Davide Zappalà e al segretario provinciale del partito e assessore comunale Cristiano Franceschini. La maggior parte delle quote era nelle mani di Miriam Caroccia, giovanissima figlia di un condannato per essere fiancheggiatore di una famiglia di camorristi, di cui riciclava denaro proprio attraverso i ristoranti. E insieme alle rivelazioni della settimana scorsa de Il Fatto quotidiano e di altri giornali nazionali (tra cui una foto di Chiorino e Delmastro a tavola alla bisteccheria romana pubblicata da La Stampa), si è saputo anche di un’inchiesta aperta dalla Direzione distrettuale antimafia della Capitale, con il sospetto che l’attività di riciclaggio non si sia fermata. Il caso che ha imbarazzato il Governo negli ultimi giorni prima del referendum è arrivato, almeno sul fronte politico nazionale, al suo epilogo nel tardo pomeriggio di mercoledì, con le dimissioni di Delmastro consegnate al ministro Nordio dopo un faccia a faccia con Giorgia Meloni. Il mezzo passo indietro di Elena Chiorino sembra esserne la conseguenza, anche se resta a pieno titolo nell’amministrazione regionale.

«Apprezzo il suo gesto perché di fronte a questi fatti era necessario dare un segnale e il segnale è che le istituzioni vanne sempre tutelate e messe in sicurezza» sono le parole del presidente Alberto Cirio. «Sette anni di conoscenza e di lavoro insieme mi hanno dimostrato la sua capacità e la sua correttezza, su cui non nutro alcun dubbio. Tuttavia, anche se ha posto rimedio non appena compresa la situazione, la leggerezza che ha compiuto è stata grave». Parla di «una grave leggerezza che non mi perdono» anche Elena Chiorino, che aggiunge le scuse ai cittadini: «E il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza. Ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte al Consiglio regionale, perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere».

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