Massera punta sulle praline
che raccontano il Biellese
In azienda. Quattro generazioni e nuove sfide, dal torcetto al cacao tra artigianato e innovazione
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Si chiama “Sinfonia cromatica biellese” l’ultima collezione di praline che Stefania Massera è pronta a mettere in commercio quest’autunno. Il debutto era avvenuto durante la Giornata del made in Italy in aprile e adesso diventerà un occasione per i golosi e per chi vuole regalare un dolce pensiero. «Questa volta, mi sono ispirata al mondo del tessile» spiega, «come sempre gli ingredienti sono quelli del nostro territorio». Il racconto in quattro colori parte dal bianco e da limome e menta, «che evocano la freschezza e l’acqua» prosegue. «L’ambra con il ripieno di miele di castagno rimanda ai nostri boschi e alle tinture naturali; il rosso con i cereali rappresenta la dimensione industriale mentre il nero, con il Ratafià, è il colore dell’abito da sera e dell’eleganza».
Il cioccolato è entrato in azienda con Stefania Massera nel 2020. L’esordio con le uova di Pasqua. «Ho fatto corsi di specializzazione sulle ricette e sulla produzione, dalla fava alla tavoletta. Un bel bagaglio che mi ha permesso di specializzarmi poi sulla pralineria. La filosofia è la medesima applicata alla nostra pasticceria: la precedenza va alle materie prime biellesi. Per esempio, il primo cofanetto lo avevamo chiamato “Tesori della Serra morenica” con mostarda di mele, Erbaluce di Caluso, miele di Cerrione e nocciole della Bessa. Per la seconda edizione abbiamo collaborato con il birrificio Valle Elvo e con 4 birre diverse nel ripieno. Il terzo aveva una pralina dedicata all’adunata degli alpini e ora siamo pronti per il nuovo lancio».
La storia della pasticceria Massera comincia nel 1920, a Bornasco, nel verde della Serra con il capostipite Luigi. Oggi in azienda si attende l’ingresso della quinta generazione: «In famiglia ci auguriamo che tra tutti i 10 nipoti (dai 22 ai 2 anni) qualcuno decida di mettere le mani in pasta. Una di loro, Melissa, 21 anni, ha scelto di darci anche un suo contributo particolare: un disegno che racconta la nuova linea del cioccolato. I più piccoli per il momento li lasciamo fare da assaggiatori».
Luigi Massera produceva il pane destinato a Bornasco e alle località vicine, in un periodo segnato dalla povertà e dalle difficoltà economiche. La svolta arriva nel dopoguerra, quando il figlio Gino trasforma il vecchio forno in un piccolo laboratorio e il torcetto, biscotto preparato una volta all’anno in occasione della festa del paese, con l’aggiunta di burro a farina e zucchero, comincia a essere venduto in tutto il Biellese. Saranno poi i figli di Gino a contribuire sia al miglioramento dell’offerta sia all’espansione commerciale a livello regionale. La gamma si allarga e, accanto al prodotto simbolo dell’azienda, arrivano nuove specialità ispirate alla tradizione locale.
«Oggi in azienda ci siamo noi, 4 fratelli, con mamma e papà. Vogliamo rimanere nella dimensione artigianale, è una nostra scelta. I nostri prodotti sono fatti con le mani. Ovvio, miglioriamo e aggiorniamo i macchinari, facciamo formazione, inseguiamo l’eccellenza e ognuno dà il suo contributo. Io a Massera ho portato il cioccolato: acquistiamo le fave direttamente in Perù, tostiamo, sbucciamo e raffiniamo tutto a Bornasco. E abbiamo creato anche un logo dedicato, nel 2020, una sorta di pietra miliare, la seconda, nata in concomitanza con il traguardo dei cento anni di attività».
E per conservare radici e memoria oggi è aperto al pubblico anche un museo che raccoglie fotografie, documenti, ricette, premi ottenuti in Italia e all’estero e strumenti capaci di raccontare l’evoluzione della famiglia Massera e, parallelamente, anche quella del paese. L’obiettivo è testimoniare come sia stato possibile sviluppare, in un piccolo centro lontano dalle comodità urbane, un’attività imprenditoriale di tutto rispetto.
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